MASSA CRITICA TORINO / CRITICAL MASS TORINO

Massa critica: una coincidenza, un improvviso incontro di ciclisti in/micro/polverati nel mezzo delle masse automobilistiche cittadine

LA BANDA MASSA CRITICA 2009

postato da krash alle 00:44 di martedì 22 settembre 2009
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Valle di Susa e val Chisone, 29-30 agosto 2009, con Massa critica e Mountain Wilderness

? hanno scampanellato per le vie di Oulx e sulle strade e le piste del Gran Bosco di Salbertrand e dell?Assietta ?

La banda Massa critica 2009
La banda Massa critica è composta da Rocco, Andrea, Sergio, Emilio, Ardalan e Giorgio. Con lo slogan ?la bici è la nostra bandiera, usiamo la bici tutti i giorni, anche in montagna? ci siamo ritrovati nell'androne biglietteria di Porta Nuova alle 11.
Anche quest'anno la Banda massa critica ha deciso di comparire in una situazione
calda di contrasto creata dall'invadenza degli auto e moto-sauri: in questo
caso per sostenere la chiusura ai mezzi motorizzati della strada dell?Assietta (36 km tra i 2000 e i 2500 m di altezza sul crinale tra la Valle di Susa e val Chisone).
A Oulx le bici vengono scaricate sotto un caldo sole. Sul piazzale della stazione c?è una fontana e ci sono dei grandi alberi e in attesa della manifestazione che ci sarà nel pomeriggio contro la seconda galleria del Frejus, si mangia e si beve. Pane autoprodotto da Rocco, pomodori e insalata e mele del mio orto.
Alla manifestazione riusciamo a fare un comunicato dal palco per richiamare l?attenzione sul problema della strada dell?Assietta: molti applaudono e qualcuno chiede informazioni. Debora e Piero decidono di unirsi a noi e di venire a cenare al rifugio.
Alle 17,30 lasciamo la manifestazione e iniziamo la salita. Già alla prima fontana siamo sfiniti e cogliamo l?occasione di rinfrescarci e riempire le borracce. Il principale problema dei 5 km di salita, per arrivare da Oulx al mega centro di seconde case di Sauze, sono le file di auto e fuoristrada che salgono e scendono: vediamo passare l?autobus nei due sensi completamente vuoto.
Finalmente superato il ?centro turistico? non incontriamo quasi più nessuno e saliamo (a piedi spingendo le bici) la ripida salita che porta all?entrata del parco del Gran bosco. Sul piazzale all?ingresso c?è un parcheggio a pagamento e ci sono solamente due auto.
Sulla stradina sterrata del parco non incontriamo più nessuno, tranne tre ragazzi che scendono in bici e che ci raccontano molto entusiasticamente del loro giro in mountain bike. Da quanto ci dicono sembra che il rifugio sia ancora lontano, ma il percorso si fa velocemente e dopo una breve salita iniziale è essenzialmente in piano e in leggera discesa.
Al rifugio Daniele Arlaud arriviamo alle 8, Elisa ci aspetta per buttare la pasta. Il rifugio è all?interno della frazione Montagne Seu e occupa due degli edifici esistenti. Segnalo, come giusto riconoscimento della sensibilità ecologica dei gestori, che è certificato Ecolabel europeo e cioè:
- utilizza il 100% di energia fornita dal sole;
- il riscaldamento è al 100% a legna;
- utilizza prodotti tipici locali e prodotti biologici;
- effettua la raccolta differenziata dei rifiuti;
- utilizza prodotti a marchio Ecolabel;
- è attento alla sensibilizzazione e all?educazione ambientale degli ospiti;
- effettua periodici corsi di formazione.

Montagne Seu e il rifugio visti dall'alto

Dopo l?indimenticabile crostata ai frutti di bosco, passiamo la serata a discutere e a confrontarci davanti a una caraffa di buon vino insieme a Debora e Piero che ci hanno raggiunto a piedi.
Al mattino mentre siamo ancora a gingillarci a colazione vediamo sopraggiungere a sorpresa Alessandra, partita prestissimo da Torino e salita a piedi da Salbertrand! Arriva poi anche Davide di Chiomonte in bici che conosce bene il percorso e che è molto più allenato di noi.
Saliamo alla Testa del Mottas seguendo la strada dei cannoni.

Raggiunta la strada dell?Assietta passiamo dal sole della Val di Susa alle nuvole della Val Chisone: pranziamo nella nebbia. Scendiamo poi al colle dell?Assietta ma per la massa critica in bici c?è poco da fare perché, a causa del cielo coperto, salgono pochissime auto. Trattiamo male quei pochi automobilisti che incontriamo che sono già depressi perché non si vede nulla: ?ma come ? dopo un?ora di strada sterrata ? non si vede nulla e nella nebbia appaiono dei pazzi che ci insultano??
In bici ci spostiamo velocemente e scendiamo dai 2500 m all?Alpe Pintas dove alle 16 inizia l?incontro per il bilancio di fine estate sull?uso della strada dell?Assietta. Purtroppo non ci possiamo fermare molto perché ci aspettano 40 km in discesa (per fortuna!).
Ma siamo a 2000 m di quota e fa freddo e c?è una forte umidità. Da Pracatinat sulla strada asfaltata si scende velocemente e Andrea, mezzo congelato, per scaldarsi ogni tanto fa un pezzo all?indietro in salita.
Poi arriva il fondovalle e dopo una buona pedalata siamo a Pinerolo dove al bar della stazione ci concediamo un po? di relax in attesa del treno.
A sera, di ritorno dalla strada dell?Assietta, la banda massa critica è riapparsa felicemente in città.
Byebike
Giorgio

Commenti
Zebrauno alle 21:15 del 22 settembre 2009
Magnifico, vi siete veramente concessi attimi di vita mica da poco....in quei giorni stavo risalendo dalla Sicilia a Torino...in auto, ovvero esattamente l'opposto del sentirsi liberi e rilassati.
Ho capito che alla prossima occasione dovro' portarmi il passamontagna :)))
 
diegus alle 12:07 del 24 settembre 2009
Bellissima avventura, complimenti!
Chissa'  se con la mia scassona da citta'  (con cambio parzialmente funzionante) sarebbe stato fattibile...
 
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