MASSA CRITICA TORINO / CRITICAL MASS TORINO

Massa critica: una coincidenza, un improvviso incontro di ciclisti in/micro/polverati nel mezzo delle masse automobilistiche cittadine

GLI INVASORI

postato da enrico alle 20:17 di mercoledì 12 settembre 2007
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Spesso leggiamo sui giornali di gente comune o assessori indignati e spaventati dalle biciclette che procedono sul marciapiede. Comportamento sicuramente sbagliato, sebbene quasi sempre sia spinto dall'istinto di autoconservazione che induce il ciclista a evitare di farsi investire in strade troppo pericolose.

Tuttavia oggi, complice il pomeriggio libero e la bella giornata, ho deciso di fare un breve servizio fotografico su alcune piste ciclabili torinesi per vedere se anche queste sono utilizzate da utenti che dovrebbero stare altrove. In particolare ho ispezionato i percorsi di corso Rosselli, corso Mediterraneo, corso Francia, corso Vittorio, corso Montecucco e corso Brunelleschi.

Per quel che riguarda la quantità e la tipologia degli utenti abusivi le foto parlano da sole. E` però interessante notare che le piste più "invase" sono quelle ricavate nei corsi con grossi spartitraffico centrali, magari dotati di alberi e aree verdi.

- Ho evitato di scampanellare, volevo vedere se gli invasori si accorgevano di me anche senza miei segnali. La risposta il più delle volte è stata no.
- L'unica pista che ho percorso senza trovare invasori è stata la nuova (e tanto criticata) di corso Francia.
- La piste di corso Montecucco e corso Brunelleschi sono state sicuramente le peggiori: un discreto slalom di passeggini, pedoni e cani con e senza guinzaglio. Trovo poi molto divertente che su quest'ultima ci sia anche una splendida segnaletica orizzontale atta a creare canalizzazioni ed evitare i contromano in presenza di alberi o restringimenti.
- Notate come in corso Vittorio sia quasi d'obbligo la spallata nel caso si incontri un pedone.
- Tutti i percorsi ciclabili su cui sono state scattate queste foto hanno a pochi metri di distanza uno o più marciapiedi di larghezza uguale o maggiore della pista stessa.
- Le foto scattate si riferiscono ad una sola percorrenza. Ho cercato di simulare un tragitto di un qualsiasi ciclista urbano senza andare volontariamente a caccia di ostacoli.

In conclusione proporrei di farmi una bella passeggiata con un cane al guinzaglio a scopo investigativo in corso Allamano alle 6 di sera e vedere se qualcuno si arrabbia perché gli ostruisco il passaggio. Secondo me saranno tutti molto tolleranti, che dite?

pedone:
attraversamento a slalom
doppio pedone
pedone con cane

pedone + doppio pedone in lontananza (il marciapiede è a pochi metri):
doppio passeggino... hei ma c'è anche una bici, che cazzo ci fa?
leeeevaaaaatiiiiiiiii!!!!!!!
pedone + passeggino, col cazzo che si tolgono:
chicane:
doppio cane sguinzaglito + pedone (forse la migliore foto):
ca scusa madamin!
passeggino + pedone + doppio pedone subito dietro
segnaletica orizzontale a fine pista... ma a chi serve? ai cani o ai passeggini?

Commenti
Alberto alle 21:54 del 12 settembre 2007
Bellissimo post! Sì, è sempre un problema... urli "permesso" e non ti sentono... suoni il campanello e si spaventano e ti mandano a quel paese. Mi è successo una marea di volte... Il problema dei cani, che sembrano amare le piste ciclabili più di noi, è che poi lasciano anche il ricordino!

Non sono riuscito a venire all'M-V-Day - com'è andata?
 
gganio alle 22:14 del 12 settembre 2007
Vabbe' che io giro a bassa velocita', pero' da sempre considero questi invasori dei potenziali "alleati". Bisognerebbe rinominare le piste cilabili "piste multiuso" ???? Inoltre bisognerebbe estendere il diritto di voto giu' verso i 2 anni ed agli animali. In quel caso si formerebbe una mega lobby pro piste multiuso.
 
ziffo alle 09:27 del 13 settembre 2007
Bravo! Bel lavoro. Conosco bene la pista Rosselli (che dire di p.zza Marmolada in cui la segnaletica verticale della pista scompare e se non sai dove prosegue son c...i tuoi?), così come conosco bene quella di c.so Meditrerraneo con tutti gli studenti del Poli a passeggio e le curve mozzafiato all'incrocio con c.so Peschiera. Si potrebbe scrivere per ore....
Potremo fare un bel dvd con foto e brevi filmati da diffondere agli amministratori del Comune e al pubblico. Tanto per svelare quanto sia "Amica della bicicletta " questa città.
 
puff alle 09:29 del 13 settembre 2007
in una certa misura riesco a tollerare i pedoni, anche se sto pensando di dotarmi di una sirena navale la posto del campanello in modo che dallo spavento gli invasori saltino direttamente fuori dalla pista ciclabile.
Mi viene però un nervoso quando trovo una macchina ferma o in sosta sugli accessi o prorprio sulla ciclabile. Quesi tipi li sono davvero inssopportabili!
 
enrico alle 10:46 del 13 settembre 2007
Aggiungo solo una cosa: le foto sono state scattate a velocità bassissima, ma sempre in bici. Come vedete le facce dei pedoni che incrocio non sono mai ostili. E devo dire che andando poco più che a passo d'uomo non ho riscontrato particolari problemi di viabilità. I problemi, come tutti ben sappiamo, insorgono quando si viaggia a velocità superiori ai 20 km/h, magari di fretta per andare al lavoro o a scuola e ci si trova costretti a frenare e ripartire ogni pochi metri.

@ziffo: ottima idea. Se qualcuno ha una videocamera che faccia dei bei video possiamo tirar giù in breve documentario. Che a dire il vero si potrebbe estendere ad una più generale interpretazione fantasiosa del codice della strada in italia, non solo sule piste ciclabili.
 
alberto alle 11:22 del 13 settembre 2007
Purtroppo le pistec. Torinesi non sono che il semplice riscontro della mancanza di rispetto/"civiltà" che impera nella nostra cara "italietta", a mio parere comunque le pisteC. è meglio che ci siano anche se invase......stà a noi poi il riuiscire a creare quella sorta di rispetto che chiediamo, è una battaglia che sembra persa.....ma chissà perchè se vado, per esempio a Vienna, quando vedo una pistaC. sento un moto di rispetto "sacro" verso quei simboli che la delimitano, mentre qua da noi purtroppo ogni regola ha il suo inghippo e quindi neppure tali pisteC si stinguono dal malcostume.

Comunque per quanto rigurda C.so Francia le critiche non erano solo relative all'eventuali "invasioni" ma anche e soprattutto alla pericolosità del gradino di 2,5 cm che la delimita dove parecchia gente è già caduta.....provare per credere, ci sono comunque spesso auto parcheggiate che obbligano a pericolose manovre....per evitarle!!!!!!
 
ilmecca alle 11:59 del 13 settembre 2007
L'idea di fare un video da consegnare alla stampa ed al comune, era gia' venuta fuori in occasione del premio "citta' amica delle biciclette" vinto dal comune di torino (inguistamente).
La realta' e' che i nostri amministratori e vigili sanno e non fanno niente perche' non ci guadagnano niente (avete mai visto un vigile sulla pista ciclabile invitare dei pedoni ad usare il marciapiede?).
La pista ciclabile di c.so vittorio e' semplicemente inutile se non pericolosa, ed io continuo a prendere il controviale perche' mi sono rotto di litigare.
La pista di c.so francia (se non ci parcheggiano sopra) e' libera da pedoni o cani, quindi valida (il gradino e' una presa in giro).
Oggi andando al lavoro c'era uno stupendo tir parcheggiato sulla pista di v.bertola vicino a c.so palestro, stava scaricando e capisco che se non si metteva li avrebbe bloccato totalmente il traffico , ma perche' alla fine ci deve rimettere sempre il ciclista?
Insomma spesso ho l'impressione di venire rispettato di piu' se mi ficco in mezzo alla strada con le macchine.

Ilmecca
 
Rosario alle 12:13 del 13 settembre 2007
That's italy, ognuno che si fa i c.. propri.
Complimenti per il servizio.
Credo che se vogliamo ottenere qualcosa in piu per la viabilità ciclabile a torino dobbiamo darci da fare noi. Nessun'altro meglio del nostro gruppo di massa critica potrà spingere per una collaborazione comune per una viabilità migliore. Ben vengano i video. Nessun altro credo che ci aiuterà in questo compito se non siamo noi i primi a darci da fare. Purtroppo la gente comune spesso è ignorante per certi temi e tende ad ignorarli. Bisogna educarli ed avere tanta pazienza.. se non capiscono la prossima volta li si investe ;-P Confesso anch'io che prima di far parte di questo gruppo me ne infischiavo dei ciclisti (non mi linciate :-) adesso quando ne vedo uno a un miglio di distanza quasi gli stendo il tappeto, sul serio ;-) perchè praticando la bici adesso so cosa vuol dire essere ciclisti..
 
PaoloB alle 12:54 del 13 settembre 2007
Ottimo il servizio, aggiungo un'osservazione: quando pista e marciapiede sono sullo stesso piano, della stessa larghezza e distinti solo per il colore (rosso vs grigio) ho notato che COMUNQUE i pedoni tendono istintivamente a camminare sulla pista. L'esempio più evidente è il primo tratto di corso mediterraneo partendo da largo orbassano. Secondo me ci sarebbe da farci uno studio psicologico, evidentemente camminare sul rosso dà inconsciamente più fiducia o fa sentire importanti (il tappeto rosso dei vip nelle grando occasioni?) o chissà che altro. Poco importa, io ormai viaggio sul grigio e non mi sposta una virgola, ma l'attrazione dei pedoni per l'asfalto rosso è qualcosa che ogni volta mi suscita una forte curiosità.

Quanto al sentirsi più sicuri in strada che in pista sono in linea con il mecca, infatti ormai da 2 anni viaggio sempre solo sul controviale in tutto corso agnelli-duca-vinzaglio. Le auto che dal viale svoltano a destra, anzitutto, guardano bene se arriva qualcuno dal controviale mentre non fanno mai altrettanto nei confronti della pista e oltretutto evito di perdere i pezzi o dovermi riavvitare tutta la bici ogni 2 settimane date le ormai disastrose condizioni del fondo di quella pista.
 
eccanene alle 15:06 del 13 settembre 2007
Confermo quanto detto da PaoloB in merito alla scelta dei pedoni di transitare sulla zona rossa ( quel tratto è la mia zona).Esiste una psicologia dei colori,ma nel nostro caso penso che sia una semplice e sbagliata associazione.Nell'immaginario collettivo e nella realtà il grigio corrisponde al colore delle careggiate stradali,di conseguenza il ragionamento del pedone è grigio=bicicletta,poichè vede la bicicletta come un veicolo.
 
leleoutdoor alle 23:32 del 13 settembre 2007
Problema comune a tutte le ciclabili quello dei pedoni e dei cani. Io percorro quella di corso Duca - Vinzaglio; da poco hanno verniciato sulla strada una bella segnaletica che divide la zona bici da quella pedonale, ma non si sa per quale motivo i pedoni non riescono a stare dalla loro parte.
Ciao a tutti, Daniele
 
gocciolina alle 09:49 del 14 settembre 2007
wow! bella la spiegazione di eccanene!
In effetti anche sulla pista di via Bertola succede la stessa cosa...
 
PaoloB alle 10:04 del 14 settembre 2007
in ogni caso la mia politica è sempre MASSIMA TOLLERANZA, in fondo, anche se sono di fretta, la mia fretta non vale una spallata a una persona nè una malaparola. Non ho il campanello per scelta perchè con la voce posso modulare meglio l'intonazione, spesso chiedo permesso ma ancora più spesso dico "drin drin" con l'intonazione più gentile e simpatica che mi riesce, poi se trovo chi reagisce male cerco di metterla il più possibile sull'ironia (tranne nelle giornate no, beh, quelle possono capitare).

A un tizio che si è lamentato del mio passaggio su un marciapiede molto largo e deserto e a velocità moderatissima mi sono trovato a rispondere "ha ragione, guardi, è davvero una strage quotidiana, non se ne può più di gente uccisa dalle bici". Chissà se ha capito... io però almeno me ne sono andato col sorriso sulla faccia invece che l'acido nello stomaco :)

Ci vuole tempo e un costante aumento del numero di ciclisti urbani in circolazione, poi l'abitudine corretta non farà fatica a diffondersi tra i pedoni, ne sono convinto.
 
Andrea alle 10:36 del 14 settembre 2007
Se ci mettiamo anche a "fare la guerra" anche ai pedoni commetiamo un grosso sbaglio...

E chiaro, è pericoloso avere cane + proprietario connessi tra loro dal guinzaglio estensibile da lato a lato della carreggiata, ma non dobbiamo dimenticare che in quel momento stanno praticando il modello di mobilità sostenibile che noi tanto predichiamo...

Poco importa se, oltretutto, si "irritano" al nostro passaggio: quante volte passiamo sotto i portici o sui marciapiedi in bici...? io parecchie... un "grazie", un sorriso e, tornati a casa, si sentiranno stupidi e beceri per aver reagito in modo tanto inopportuno.

Inoltre, penso che rivendicare la propietà delle piste ciclabili (soprattutto in un paese carente in cultura civile) sia un gesto tanto, troppo simile all'arroganza e ottusità con cui il 95% degli automobilisti si chiude nella sua biga di ferro calcando strade e marciapiedi.

Un modello diverso parte anche da un nostro modo differente di approcciare la realtà...

La superiorità etica e morale delle nostre scelte quotidiane ce la dobbiamo guadagnare giorno per giorno...

Detto questo, trovo interessante il reportage del nostro volonteroso amico, ma assolutamente sbagliate, pericolose e allo stesso tempo sterili, le conclusioni che alcuni ne hanno tratto...

che dite?

ciao a tutti e a giovedì prossimo (soprattutto alle due erasmus francesi a cui abbiamo presentato critical mass in Piazza Castello domenica scorsa! hehe...)!

accorrete numerose!!
 
Andrea alle 10:40 del 14 settembre 2007
ah, oggi faccio ritorno a casa (quella natia) e sistemo il depliant come promesso.
 
Roberto alle 15:36 del 14 settembre 2007
Faccio tutti i giorni la ciclopista di Corso Vittorio e sinceramente sono contento che ci sia, anche se spesso c'è chi ci porta il cane a spasso.. ma non me la sento di biasimarli più di tanto, lì ci sono gli unici alberi dei dintorni...

Normalmente cerco di essere tollerante con i pedoni sulla ciclopista, non scampanello se non è necessario, non mi arrabbio perchè farebbe male solo a me stesso.
Ma anche se non mi arrabbio, sono comunque fermo nell'affermazione del diritto, perchè la tolleranza non deve essere un alibi per invalidare la regola (e la regola è che quello spazio è esplicitamente riservato ai ciclisti, al contrario della strada che è promiscuamente ad uso di auto ed altri veicoli).

Perchè non organizzare una massa "dedicata" alla presa di possesso delle ciclopiste? Cosa che sembrerebbe ovvia ma evidentemente non lo è.
Una massa stavolta non compatta ma diluita, in modo da scoraggiare la permanenza degli ospiti inopportuni.
 
eccanene alle 17:48 del 14 settembre 2007
Una massa alla Bici & Dintorni? Mah!!! OhiiOhiii......:-)
 
Danximage alle 19:05 del 14 settembre 2007
Rosario, per caso sei Ruggy??
Cmq...io preferisco andare su strada in mezzo alle auto, cosi mi metto davanti e stanno in coda dietro di me!ahahahha
 
Danximage alle 19:10 del 14 settembre 2007
Enry, che giri tristi che ti fai!ahahahaha
cmq seriamente...finchè la gente avrà 2 auto e 1 bici e quest'ultima non la userà mai, la trovo dura inculcargli che le piste ciclabili son per le bici.
Uno dice: massi tanto non le usa nessuno.
Quindi quando vediamo sta gente gli urliamo: E' UNA PISTA CICLABILEEEE!!!VIAAAAA
 
Roberto alle 19:31 del 14 settembre 2007
Mi han rubato la targa di Massa Criticaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!
Brutti basttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt

:-((((((((((((((((
 
giullare alle 12:48 del 19 settembre 2007
Io scampanello, allegramente e con largo anticipo, ma scampanello. I pedoni quando sono in pista DEVONO stare sul chi vive.
 
daghigna alle 16:55 del 19 settembre 2007
Bellissimo servizio. Prima o poi faremo il filmato per il Comune...
I pedoni stanno sempre vicino agli alberi e alle aiuole. Molte piste si trovano in prossimità del verde e il pedone tende ad andargli vicino. E' nella nostra natura anche se non ce ne accorgiamo, preferiamo tutti il verde al cemento/asfalto. Pur cercando di essere comprensiva, mi sono comunque stufata di dover rallentare ogni due metri e di ritrovarmi persone che non sentono-non sentono-non sentono il campanello o un umanissimo "permesso".
Cmq, qualche giorno fa una Signora anzianotta mi ha chiesto cosa volesse dire NO OIL. Le ho risposto e mi ha fatto un sorrisone enorme. E mentre camminavo su un marciapiede ho sentito due tizi parlottare di massa critica: non ho potuto esimermi dall'intrufolarmi nel discorso e spiegare loro che cosa fosse una massa di biciclettari invitandoli a diventare massa!!!
Ci vediamo domani sera.
 
daghigna alle 16:56 del 19 settembre 2007
Dimenticavo, la stessa cosa succede sulle piste ciclabili di Settimo Torinese.
 
Sitting Bull alle 17:51 del 20 settembre 2007
Preferisco usare la sede stradale "normale".
Sono contro la via segregazionista alla mobilità urbana: fa tanto riserva indiana e io invece voglio riprendermi tutte le praterie...
 
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