MASSA CRITICA TORINO / CRITICAL MASS TORINO

Massa critica: una coincidenza, un improvviso incontro di ciclisti in/micro/polverati nel mezzo delle masse automobilistiche cittadine

BIKE SHARING

postato da Maurice alle 09:58 di mercoledì 15 ottobre 2008
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Qualcuno sa come si possa fare pressione sull'amministrazione pubblica di Torino per far approvare finalmente, ed in tempi brevi, il famoso progetto di Bike Sharing? Piccoli comuni della cintura torinese ci sono riusciti e la capitale sabauda non è in grado di reperire i fondi per mettere su strada queste 1200 biciclette condivise di cui da mesi (o forse anni?) parla? Sono stufo di tornare dalle vacanze da città come Parigi, Barcellona o Lione dove il servizio di bici condivise funziona in modo efficiente e con un numero di velocipedi impressionante e ritrovarmi in una città capoluogo di una regione che vuole diventare la capitale italiana della produzione di energia pulita ma che non sa come finanziare un progetto utilissimo per l'ambiente e per la mobilità dei cittadini??
HELP ME!

Commenti
eccanene alle 12:11 del 15 ottobre 2008
la questione del Bike sharing si è arenata inizialmente per il seguente motivo.Ora se si sono aggiunti altri problemi economici ( sicuramente ) e tecnici non te lo so dire.

Su la Repubblica del 21 Maggio 2008

Bike sharing,il piano non piace ai privati.
L'asta va deserte,ma il Comune apre piste ciclabili in centro e
cancella 200 posteggi.

" Gara deserta, il bike sharing in centro rischia di diventare una
chimera ,ma parte il piano delle nuove piste ciclabili che tagleranno
la zona aulica della città sacrificando la sosta a raso.Nessuna delle
aziende, nemmeno quelle che gestiscono il servizio di bici a nolo su
larga scala a nelle metropoli europee,ha risposto al bando di Palazzo
Civico.Un flop per l'Assessore all'Ambiente, Domenico Mangone grande
sostenitore del progetto."Ora dobbiamo capire che cosa non ha
funzionato di certo per l'estate non riusciremo a partire come
avremmo voluto.Altro bando o trattativa privata? Vedremo dobbiamo
prima capiere cosa cambiare per rendere la gara più
appetibile.......................................................In
italia esiste solo una società che si occupa,su larga scala del bike
sharing:la Bici in Città.Tutte le altre concorrenti sono straniere,a
partire dalla Igp Decaux di Lione,la Clear Channel, che gestisce il
servizio a Brcellona,e la Cenusa, la stessa che sta installando
gratuitamente le stazioni a Roma in via sperimentale.Costo del
servizio? Dai 3 ai 4 mila euro a bici.Ma chi prende in gestione le
bici a nolo,oltre alle tariffe, può vendere anche gli spazi
pubblicitari: 2metri quadrati a rotazione per stazione.Nonostante ciò
il bando è andato deserto ed è probabile che le aziende non abbiano
reputato remunerativo il servizio.Andremo comunque avanti, non
rinunceremo al progetto.
L'assessre all'Ambiente crede nello sviluppo della mobilità su due
ruote in città.E sarà per questo che si è detto contrario,nella
riunione di giunta di ieri,alla retromarcia di Palazzo Civico sulla
pista ciclabile in Via Roma.....anche se le strisce blu verranno
eliminate.
Via il parcheggio,solo su un lato anche dalle vie
Cavour,Arcivescovado.La sosta sarà sostituita da piste cilabili,non
rialzate,così come su via Verdi,tra piazza Castello e l'area
pedonale,e via Principe Amedeo..in più sarà realizzata una pista in
via Sacchi,sul lato della stazione oltre le corsie riservate ai mezzi
pubblici, per evitare il passaggio delle bici sotto i portici.........
.........................................Mangone però non è daccordo
con le scelte dei colleghi:"I vertici delle associazioni si arroccano
su posizioni ideologiche,mentre la base dei commercianti la pensa in
maniera diversa,basta l'atteggiamento degl'esercenti di via Lagrange"
 
Maurice alle 12:18 del 15 ottobre 2008
Sono tristemente a conoscenza delle questioni riportate sull'articolo che alleghi al tuo commento, ma mi domando come mai il comune trovi i soldi per strisce blu, nuove installazioni di telecamere (per fare soldi) e mille altre diavolerie per vessare i cittadini e casualmente per dare un servizio che contribuirebbe a migliorare la vita dei cittadini stessi non ci sono mai i fondi? eppure torino è la città con l'aria peggio respirabile d'italia, sarebbe proprio il caso di darsi alle 2 ruote!
 
Annalisa alle 16:42 del 16 ottobre 2008
Guarda io e la mia associazione abbiamo provato a farci finanziare un mini progetto incubatore di bike sharing( dall'Edisu Piemonte), per iniziare avremmo cominciato fornendo il servizio appunto proprio alle residenze universitarie, non ci hanno neppure clacolato!!!!Al bando ufficiale della città di Torino invece non ha partecipato nessuno, perchè nessuna ditta vuole prendersi in gestione un servizio che non rende, noi invece che lo faremmo con passione non veniamo neanche considerati, siamo una piccola associazione......studenti e aggiungo( oggi come oggi) lavoratori squattrinati...magari non saremmo neanche in grado, dati i numeri del servizio, ma chi ha volontà solitamente in questo paese non viene premiato!
 
Maurice alle 17:52 del 16 ottobre 2008
Ciò che dici è esattamente quello che penso anche io... però se volete un supporto per il vostro progetto, contate su di me! :-)
Però non dobbiamo abbatterci e pensare che nulla si può cambiare, così facendo facciamo sempre vincere "loro"!
 
Aldone alle 23:21 del 17 ottobre 2008
Per la cronaca OGGI sono comparse nella circoscrizione 2 le bici del bike sharing, due sono all'incrocio tra via Filadelfia e Corso Siracusa, dove stanno costruendo uno dei varchi della "famigerata" Zona 30
Da quel che ho letto sulla rastrelliera basta comperare per 5 euro la chiave del lucchetto alla Cascina Giaione e poi l'utilizzo è completamente gratuito, bisogna però riportarle dove sono state prese.
 
Annalisa alle 23:29 del 17 ottobre 2008
Ciao Aldone, sai dirmi da chi sono gestite?magari potrebbero essere un ottimo contatto.Grazie!
 
Aldone alle 23:58 del 18 ottobre 2008
penso siano gestite direttamente dalla Circoscrizione 2, sulla rastrelliera c'è un simboli che riporta la frase "Libera Bici Mirafiori", ma tutto riporta alla circoscrizione 2
 
Maurice alle 08:45 del 20 ottobre 2008
Sapevo dell'iniziativa della 2 circoscrizione, ma come dire, è una goccia in mezzo al mare... le 1200 biciclette del progetto del comune avrebbero un reale impatto sulla città. Le alternative all'uso dell'auto devono essere massicce per incentivare chi vive legato ad un mezzo a motore!
Comunque Annalisa se avete bisogno di qualcosa per la vostra associazione non esitata a chiedere, oltre ad essere un amante della bicicletta con la quale corro come dilettante sono anche un pubblicitario e sarei ben lieto di aiutare un progetto per diffondere le amate biciclette!!
 
eccanene alle 16:14 del 22 ottobre 2008
Ultime notizie

http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_701.shtml
 
Franz alle 10:20 del 30 novembre 2008
Ragazzi, ho provato le bici comunali libere della Circoscrizione 2 e sono rimasto fortemente deluso.

Oltre all'assurdo limite dell'uso all'interno del comune (da s. Rita non puoi andare a "Le Gru, è Grugliasco!"), solo gli ottimisti definirebbero "un po' pesante" la ruota con gomma piena, per me la bici è così dura da essere inutilizzabile. Credo che sia per la qualità del materiale, in fondo i pattini a rotelle scorrono meglio pur avendo le "gomme piene", forse invece del silicone elastico c'è gommaccia prevista per carretti a mano. E lo dice uno che da S.Rita va a San Mauro (e ritorno) con la pieghevole a ruote piccole, ben gonfiata però.

A fianco della bici che ho provato, ce n'era una già mezza smontata: via le leve dei freni e anche gli archetti dei freni alle ruote, la sella, i catarifrangenti, i fanali. Tutta roba che si poteva almeno progettare fuori standard e saldata. Non ruberanno però le ruotacce piene e l'incredibile cestino, con il meccanismo di rotazione che da solo pesa e forse vale mezza bici, non lo vorrà nessuno.

Aggiungo che l'ammortizzatore anteriore della bici che ho preso aveva un gioco incredibile, manco avesse già fatto il giro del mondo... e vorrei sapere anche quanto vale secondo loro questa bici, visto che nel regolamento di parla ripetutamente di risarcimenti, sia in caso di furto che di incidente, sono capaci di "sparare" 500 o più euro solo perchè magari l'hanno pagata così!

Okkio al grosso rischio anche economico quindi, non coperto da assicurazione. Alla fine io ho concluso che è meglio stara alla larga da queste bici, ho "buttato" 5 euro per avere la soddisfazione di poter dire la mia e... fare il giro della piazza, avendone già abbastanza.

Un altro bell'esempio di come si riescano a sprecare i soldi pubblici. L'altro è quando fanno le ciclabili che, anche nuove, sono tutte saltellanti e piene di attraversamenti, carrai e non, senza manco sopraelevare, e così si preferisce nuovamente andare in strada, con i relativi rischi.

La conclusione che mi sento di fare è che chi, non pratico, prende questa "comunale", credendo che sia una bici, resta disincentivato all'uso della bici in città.
 
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